Post

Resident Evil Village: fra vampiri, licantropi e mostri vari

Quanta acqua sotto i ponti è passata da quando è arrivato Resident Evil per la prima volta. Su PlayStation, nel 1996, con inquadrature fisse, uno stile da B Movie e tanto, tanto terrore per noi videogiocatori. Ora che è arrivato Resident Evil Village, viene da chiedersi quanto ci sia in comune con quella visione originaria. E se le cose in comune siano ancora attuali, come le chiavi improbabili nascoste in posti ancor più improbabili che aprono porte sempre più improbabili. Ma alla fine, queste cose gliele perdoni, perché "Resident Evil è Resident Evil". Perché questo Resident Evil Village ha un'atmosfera da paura. Non perché faccia effettivamente paura - il settimo capitolo è molto, ma molto più spaventoso - ma perché è caratterizzata da una cura per i particolari eccezionali. Siano essi i dettagli delle stanze dal sapore settecentesco, oppure gli scorci annegati nella nebbiolina, o ancora i lugubri sotterranei che vi troverete a navigare. Il fatto che faccia meno paura

A volte Returnal

Psicologia e videogame

Nier Replicant: tassello imperdibile?

Loop Hero e il bello della diretta

Outriders: quando il divertimento è tutto

It Takes Two e Narita Boy: gli eroi di oggi e di ieri

Genesis Noir e 25 anni di Resident Evil

Intervistiamo Stormind Games per Batora: Lost Haven

DARQ, la demo di Outriders e le esclusive Bethesda su Game Pass

Intervista a 3DClouds: King of Seas e lo sviluppo dei videogiochi in Italia

Ys IX Monstrum Nox, Ghostrunner e lo State of Play di Sony

Gli incubi di Little Nightmares II... e i nostri!