Summer Game Fest 2026, Xbox Games Showcase e Nintendo Direct: (quasi) tutti i giochi commentati – Console Generation

Quella del 12 giugno è stata una puntata speciale, interamente dedicata ai grandi eventi videoludici della settimana: la Summer Game Fest condotta da Geoff Keighley, l’Xbox Games Showcase e il Nintendo Direct arrivato quasi a sorpresa.

Non li abbiamo commentati in diretta, non abbiamo pubblicato reazioni a caldo su TikTok e non abbiamo inseguito ogni trailer nel momento esatto in cui appariva sullo schermo. Siamo vecchi, vetusti e probabilmente fuori da qualsiasi algoritmo conosciuto. Però ci siamo presi il tempo di rivedere gli annunci, far sedimentare le prime impressioni e parlarne con calma durante una puntata durata quasi due ore e mezza.

Il risultato è stato un viaggio attraverso decine di giochi, alcuni attesissimi, altri completamente nuovi e altri ancora presentati con un logo, un filmato in computer grafica o abbastanza pochi elementi da costringerci a lavorare parecchio con l’immaginazione.

Alla fine, però, una classifica è emersa: Summer Game Fest al primo posto, Xbox Games Showcase subito dietro e Nintendo Direct sul gradino più basso del podio. Tre eventi molto diversi, capaci di raccontare anche tre modi differenti di affrontare il futuro dei videogiochi.

Summer Game Fest 2026: tanti giochi e qualche emozione vera

La Summer Game Fest di Geoff Keighley ha ormai preso il posto che un tempo apparteneva all’E3, almeno dal punto di vista mediatico. Non è soltanto una conferenza piena di trailer, ma il centro di una settimana durante la quale stampa e creator possono provare molti dei giochi presentati.

Guardando esclusivamente lo show, la prima sensazione è stata quella di un evento forse fin troppo ricco. Quando gli annunci arrivano uno dietro l’altro, inevitabilmente qualcosa finisce nel retrocranio e viene dimenticato pochi minuti dopo. Questa volta, però, il ritmo ci è sembrato migliore rispetto ad altre edizioni e abbiamo avvertito meno il peso di quei lunghi blocchi dedicati a free-to-play e produzioni difficili da distinguere l’una dall’altra.

Tra le prime sorprese abbiamo trovato Stranger Than, il nuovo progetto di Ryu Ga Gotoku Studio. Non appartiene alla serie Like a Dragon, ma sembra condividerne almeno in parte lo spirito, trasportandolo in un mondo fatto di gangster, musica e celebrità. Sul palco è apparso Snoop Dogg ed è stata annunciata anche la presenza di Tupac Shakur, ricostruito all’interno del gioco non semplicemente come musicista, ma quasi come un vero interprete.

Una scelta che ci ha divisi. Da una parte può essere letta come un omaggio e un modo per mantenere viva la memoria dell’artista; dall’altra resta qualche dubbio sull’impiego dell’immagine di una persona scomparsa per assegnarle un ruolo che non ha mai realmente interpretato. Il rischio di scivolare nello stereotipo, bandana compresa, esiste.

Abbiamo visto anche il teaser del nuovo gioco dedicato alle Tartarughe Ninja sviluppato da PlatinumGames, mentre Studio MDHR ha annunciato Cuphead 2 e Mighty Cuphead Adventure. Di quest’ultimo abbiamo intravisto un’impostazione da avventura a 8 bit, ma per capire davvero cosa aspettarci servirà qualcosa di più concreto.

Molto più umano è stato il ritorno sul palco di Patrice Désilets, creatore di Assassin’s Creed, arrivato per presentare 1666: Amsterdam. Il gioco debutterà inizialmente su PC in accesso anticipato e dispone già di un prologo, ma a colpirci è stata soprattutto l’emozione visibile di Désilets. La mano che trema, la difficoltà di trovarsi davanti a un pubblico e la consapevolezza di presentare un progetto importante ci hanno ricordato quanto un po’ di spontaneità possa rendere questi eventi più autentici.

Virtua Fighter Crossroads e il ritorno della Sega che rischia

Uno dei giochi più discussi della Summer Game Fest è stato Virtua Fighter Crossroads.

Sega e Ryu Ga Gotoku Studio sembrano voler espandere la formula tradizionale della serie. Accanto ai combattimenti uno contro uno ci sarà una modalità narrativa più aperta, nella quale esplorare gli ambienti e affrontare anche gruppi di avversari. Non sarà quindi soltanto un contenitore che, a ogni scontro, riporta il giocatore dentro la classica arena bidimensionale.

Il paragone con la modalità World Tour di Street Fighter 6 è inevitabile, ma il sistema di combattimento mostrato sembra avere una propria identità. Le animazioni, la fisicità dei colpi e le reazioni dei personaggi ci hanno lasciato ottime sensazioni.

Qualche dubbio rimane sul nuovo protagonista e sulla distanza rispetto ai volti più riconoscibili della serie, a partire da Akira. Ma dopo anni nei quali Sega è sembrata perdere parte del coraggio che l’aveva resa pioniera dell’industria, Virtua Fighter Crossroads ci è sembrato il progetto giusto: rispettoso della storia, ma abbastanza ambizioso da provare a costruire qualcosa di nuovo.

Resident Evil Veronica e Alien: Isolation 2

Capcom ha invece fatto quello che ormai le riesce meglio: presentare un gioco creando atmosfera ancora prima di mostrarlo davvero.

Resident Evil Veronica, remake del capitolo nato su Dreamcast, è stato introdotto attraverso un trailer lento, cinematografico e inquietante. Una porta aperta da una signora anziana, un appartamento in disordine, una Parigi notturna e la progressiva consapevolezza che dietro quelle immagini si nascondesse il ritorno di Code: Veronica.

Il filmato era costruito in prima persona, ma Capcom ha confermato che il gioco adotterà la visuale in terza persona. L’uscita è prevista nel 2027 anche su Switch 2. Il pubblico presente in sala ha reagito con un entusiasmo enorme e, almeno per quanto riguarda la capacità di trasformare un annuncio in un piccolo evento, Capcom continua a fare scuola.

Grande attesa anche per Alien: Isolation 2. Il primo capitolo rimane ancora oggi uno dei survival horror più riusciti degli ultimi anni e il seguito sembra voler cambiare scenario, spostandosi da una stazione spaziale a una colonia. Il trailer ha mostrato abbastanza per ricreare immediatamente quella sensazione di vulnerabilità che distingueva l’originale dagli shooter più tradizionali ambientati nell’universo di Alien.

Per Andrea, almeno sulla carta, potrebbe già essere un candidato al gioco dell’anno. E se dovesse arrivare anche una modalità VR, potremmo definitivamente perderlo nello spazio.

Corse, mondi strani e nuovi progetti

La Summer Game Fest ha dato parecchio spazio anche ai giochi di corse.

Clutch, sviluppato da Maverick Games, lo studio fondato da alcuni veterani di Forza Horizon, promette un racing arcade fortemente legato alla narrazione. Non abbiamo visto gameplay per esprimere un giudizio, ma l’idea di dare al giocatore un motivo per correre che vada oltre l’esplorazione libera e le gare sparse sulla mappa ci interessa molto.

L’Italia era invece rappresentata da Milestone con Hot Wheels Infinite Rush, un nuovo gioco open world in arrivo il 24 settembre. Lo studio milanese ha già dimostrato di saper alternare le simulazioni più rigorose a produzioni leggere e immediate, nelle quali si percepisce chiaramente il piacere di lavorare fuori dai confini delle competizioni ufficiali.

Completamente diverso HAEX, misterioso titolo per PC ambientato in un mondo dominato da strutture monolitiche e creature indecifrabili. Il protagonista sembra controllare una sorta di cubo di Rubik utilizzato anche nei combattimenti. Non abbiamo ancora capito se sarà principalmente uno sparatutto o un’avventura d'atmosfera in prima persona, ma la direzione artistica è bastata per farci desiderare una versione console.

Poi è arrivato Star Wars Galactic Racer, con le corse degli sgusci, Tatooine, Sebulba e tutta la velocità di Episodio I. Nel caso di Andrea non è servito molto altro: il gioco è già acquistato spiritualmente, indipendentemente dal voto che riceverà.

Tra i titoli più affascinanti abbiamo trovato anche Stellar Blade: Blood Rain, che sembra abbandonare almeno in parte la desolazione del primo episodio per costruire un mondo più vivo e popolato, con un’atmosfera futuristica vicina a Blade Runner. Il filmato era montato in maniera molto rapida e avremmo preferito vedere una sequenza di gameplay più lunga, ma come presentazione ha centrato perfettamente il bersaglio.

Più enigmatico gen Atlas, il nuovo progetto di Fumito Ueda. Colossi, robot giganteschi, lande desolate e un immaginario fantascientifico che richiama Shadow of the Colossus, Gundam, Mazinga e persino Il gigante di ferro. Il trailer ha affascinato Andrea, mentre io sono rimasto un po’ più freddo: immagini splendide, ma ancora troppo poche informazioni per capire quale gioco si nasconda dietro.

Final Fantasy VII Revelation chiude la Summer Game Fest

La conferenza si è conclusa con Final Fantasy VII Revelation, ultimo capitolo della trilogia remake, previsto per la primavera del 2027 anche su Xbox e Switch 2.

Per approfondirlo abbiamo ascoltato il contributo di Jgor Masera - il nostro vate per i JRPG -, che ci ha raccontato un gioco simile a Rebirth, ma ancora più grande. L’esplorazione del mondo attraverso l’Highwind, l’arrivo di Vincent e Cid tra i personaggi giocabili, le Weapon e il nuovo sistema di classi sembrano aggiungere ulteriore profondità a una struttura già enorme.

Rimane qualche dubbio proprio sul sistema di classi, che rischia di sovrapporsi al Materia System e di ridurre parte dell’identità originale del gioco. Per tutto il resto, la conclusione della trilogia sembra avviarsi verso un finale estremamente ambizioso.

Il vero problema, almeno per quel che mi riguarda, è trovare il tempo per recuperare le oltre ottanta ore di Rebirth prima dell’uscita del nuovo capitolo. Una missione forse più difficile dello scontro con Sephiroth.

Xbox Games Showcase: Gears of War è tornato

L’Xbox Games Showcase è stato un evento intenso, pieno di giochi e con un’offerta particolarmente ricca per gli abbonati a Game Pass. È stato però anche il momento in cui verificare le promesse sul ritorno delle esclusive Xbox.

Da questo punto di vista, la risposta è stata più debole del previsto. Tra i titoli mostrati, soltanto Gears of War: E-Day e Clockwork Revolution rimarranno realmente esclusivi dell’ecosistema Xbox e PC. Produzioni come Fable, Halo: Campaign Evolved, State of Decay 3 e il nuovo Senua arriveranno anche su PlayStation 5.

La grande delusione è stata invece Persona 6, annunciato unicamente attraverso il logo. Nel 2026 è difficile emozionarsi davanti al nome di un gioco mostrato su uno sfondo, soprattutto durante un evento nel quale altri titoli hanno portato sul palco lunghe sequenze di gameplay.

Ed è proprio qui che Gears of War: E-Day ha fatto la differenza.

Il gioco è stato presentato con un trailer iniziale e un approfondimento di circa venti minuti al termine dello showcase. È un prequel ambientato durante l’Emergence Day, racconta l’inizio del rapporto tra Marcus Fenix e Dominic Santiago e concentra la vicenda nell’arco di tre giorni.

Le prime immagini mostrano un Gears più dinamico e moderno, nel quale è possibile saltare, arrampicarsi e superare gli ostacoli con maggiore agilità. Allo stesso tempo, sono tornate l’atmosfera cupa, la fisicità degli scontri e quella precisa identità che la serie aveva progressivamente smarrito.

Qualcuno potrebbe considerarlo un ritorno verso territori conosciuti, dettato dalla paura di rischiare. Noi, dopo gli esperimenti e la perdita di mordente degli ultimi capitoli, lo abbiamo vissuto soprattutto come un ritorno a casa. Gears of War: E-Day non deve necessariamente rivoluzionare tutto: deve ricordarsi perché quella serie aveva segnato un’epoca.

Per chi ha passato tante notti sulle modalità multiplayer dei primi episodi, ritrovare Marcus e Dom in questa forma non è soltanto l’annuncio di un nuovo gioco. È il recupero di un pezzo importante della propria storia videoludica. L’appuntamento è fissato per il 6 ottobre.

Fable, Senua e A Plague Tale tornano in forme diverse

Anche Fable ha mostrato un volto differente. Il nuovo trailer ha messo da parte parte dell’umorismo tipico della serie per concentrarsi su un’antagonista decisamente più oscura. Playground Games continua a impressionare soprattutto per la realizzazione degli ambienti e, se quanto mostrato rappresenta davvero il mondo esplorabile, il risultato tecnico potrebbe essere straordinario.

Il nuovo Senua cambia invece parzialmente direzione. Ninja Theory sembra aver ascoltato le critiche rivolte ai due Hellblade, proponendo combattimenti più articolati, enigmi complessi e una maggiore libertà di esplorazione. La narrazione e il tormento psicologico della protagonista resteranno centrali, ma il progetto sembra avvicinarsi maggiormente a un action adventure tradizionale.

La domanda è se questa evoluzione nasca davvero dalla visione dello studio o dalla necessità di soddisfare chi chiedeva più azione. Un gioco non deve necessariamente diventare qualcosa di diverso solo perché una parte del pubblico non ne accetta la natura.

Molto promettente anche Resonance: A Plague Tale Legacy, prequel ambientato quindici anni prima di A Plague Tale: Requiem. Cambia la protagonista e aumenta il peso dell’azione, pur mantenendo le componenti stealth che hanno caratterizzato la serie. Le animazioni ci hanno lasciato qualche dubbio, ma il lavoro di Asobo Studio continua a essere notevole.

Tra i progetti più particolari sono emersi Bad Magpie, avventura sandbox con protagonista una gazza ferita, e Vivarium, life simulator ispirato esteticamente agli anime giapponesi degli anni Settanta e Ottanta.

Abbiamo poi ritrovato Crazy Taxi: World Tour, affidato nuovamente alla direzione del creatore originale Kenji Kanno. Cinque città, modalità storia, multiplayer e una modalità arcade proveranno a riportare in vita la follia del coin-op Sega. Resta da capire come si comporterà su Switch 2 senza grilletti analogici, ma in un gioco in cui si accelera e si frena come se la sicurezza stradale fosse soltanto un’opinione potrebbe persino essere coerente.

Da tenere d’occhio anche Magicians: The Devil’s Deal, action in prima persona nel quale un mago torna dall’aldilà per vendicarsi dei responsabili della propria morte. La direzione artistica, a metà tra fumetto, animazione e realismo, e l’impiego delle carte come strumenti offensivi ci sono sembrati particolarmente ispirati.

Nintendo Direct: Switch 2 torna al centro, ma dov’è il nuovo?

Il Nintendo Direct è stato l’evento che ci ha convinto meno, anche se il giudizio cambia molto in base al rapporto personale con i JRPG e con le serie storiche della casa giapponese.

Il primo dato positivo è che l’industria sembra essersi finalmente ricordata dell’esistenza di Switch 2. Giochi come Dragon’s Dogma 2, Devil May Cry 5, Stellar Blade, Metaphor: ReFantazio, Rise of the Tomb Raider e Lies of P arriveranno sulla console Nintendo dopo aver saltato la prima Switch.

È una buona notizia per chi utilizza principalmente le piattaforme Nintendo. Per chi ha già giocato questi titoli altrove, però, l’annuncio serve soprattutto a evidenziare quanto la precedente generazione fosse rimasta indietro dal punto di vista tecnico.

Anche Onimusha: Way of the Sword e Lords of the Fallen 2 arriveranno su Switch 2. Nel caso di Onimusha, il confronto con le altre versioni ha mostrato una riduzione evidente degli effetti e della qualità visiva, prezzo inevitabile da pagare per portare il gioco su una piattaforma portatile.

Il Direct si è concentrato moltissimo sui ritorni: Star Fox, i tre Xenoblade Chronicles, Tales of Eternia Remastered, la raccolta di Kingdom Hearts e persino Nintendo Switch Sports Resort. Tutti giochi potenzialmente validi, ma nel complesso è rimasta la sensazione di un evento costruito soprattutto attorno a opere già conosciute.

The Legend of Zelda: Ocarina of Time Remake e il peso della nostalgia

Il titolo più importante del Nintendo Direct è stato The Legend of Zelda: Ocarina of Time Remake.

Per molti appassionati è un annuncio enorme, atteso da anni. Parliamo di una delle opere più importanti della storia di Nintendo e di un gioco che ha contribuito a definire l’avventura tridimensionale. Per chi non lo ha vissuto all’epoca, il remake può rappresentare finalmente l’occasione giusta per recuperarlo.

Il problema è stato il modo in cui è stato presentato: qualche immagine, un Link addormentato e pochi elementi concreti. Dopo aver criticato l’annuncio di Persona 6 affidato soltanto a un logo, è difficile non riconoscere un limite simile anche qui.

Il valore di Ocarina of Time non è in discussione. Ma se il remake di un gioco del 1998 diventa il momento centrale di una conferenza dedicata al futuro di Switch 2, viene spontaneo chiedersi dove siano le idee completamente nuove.

Nintendo continua a possedere alcune delle serie più importanti dell’industria, ma dall’annuncio di Breath of the Wild è passato molto tempo. Switch 2 ha bisogno anche del suo grande gioco inedito, non soltanto di versioni migliori di ciò che conosciamo già.

Il Nintendo Direct visto dagli appassionati di JRPG

Per gli appassionati di giochi di ruolo giapponesi, il giudizio sul Direct può essere molto più positivo.

Xenoblade Genesis inaugurerà un nuovo capitolo della saga, mentre Fire Emblem: Fortune’s Weave proporrà una nuova ambientazione e tornerà a unire battaglie tattiche ed esplorazione. Final Fantasy Resonance sarà invece il primo episodio principale della serie realizzato in stile HD-2D e riprenderà la storia di Brave Exvius, trasformandola in un’esperienza single player.

Anche qui, abbiamo evocato Jgor Masera che ci ha raccontato proprio l’entusiasmo per Final Fantasy Resonance, capace di recuperare una storia interessante da un gioco mobile ormai chiuso e di restituirla attraverso una struttura più tradizionale. Ha inoltre apprezzato il ritorno di Tales of Eternia, pur non considerandolo necessariamente il capitolo più urgente da recuperare.

Tra gli altri annunci troviamo Kingdom Hearts IV anche su Switch 2, Jujutsu Kaisen: Rumble Survivation dal creatore di Vampire Survivors, il remake Muramasa: Reverent Blades e Orbitals, avventura cooperativa dall’estetica anime anni Ottanta.

Il bicchiere del Nintendo Direct, quindi, non era completamente vuoto. Ma per chi non vive di JRPG e non sente un forte richiamo verso i remake delle grandi serie Nintendo, è rimasto decisamente sotto la metà.

Tre eventi, tre sensazioni diverse

Alla fine della nostra lunga maratona, il podio è stato piuttosto chiaro.

La Summer Game Fest ci ha sorpreso per ritmo, varietà e capacità di mostrare giochi capaci di emozionare anche quando non arriveranno necessariamente sulle piattaforme che utilizziamo. L’Xbox Games Showcase ha offerto una selezione molto solida e ha trovato in Gears of War: E-Day il suo momento più importante. Il Nintendo Direct ha rimesso Switch 2 al centro dell’industria, ma ha puntato troppo sul passato e troppo poco su quella “ciccia nuova” che avremmo voluto vedere.

La sensazione generale, però, è positiva. Dopo alcuni anni nei quali molte presentazioni sembravano limitarsi a svolgere il compitino, questa volta abbiamo percepito più idee, più personalità e persino qualche rischio creativo.

Ora resta soltanto il problema più grande: trovare il tempo per giocare tutta questa roba.

In questa puntata

  • Summer Game Fest 2026

  • Stranger Than

  • Virtua Fighter Cross Roads

  • Resident Evil Veronica

  • Alien: Isolation 2

  • Clutch

  • Hot Wheels Infinite Rush

  • HAEX

  • Star Wars Galactic Racer

  • Stellar Blade: Blood Rain

  • Gen Atlas

  • Final Fantasy VII Revelation

  • Xbox Games Showcase 2026

  • Gears of War: E-Day

  • Fable

  • Senua

  • Resonance: A Plague Tale Legacy

  • Crazy Taxi: World Tour

  • Persona 6

  • Nintendo Direct

  • The Legend of Zelda: Ocarina of Time Remake

  • Xenoblade Genesis

  • Fire Emblem: Fortune’s Weave

  • Final Fantasy Resonance

  • Kingdom Hearts IV

  • Annunci improbabili

  • Kojima Inutility

  • Resident Evil Curiosity

Ascolta la puntata

Potete recuperare l’episodio completo di Console Generation su:

Console Generation va in onda in diretta ogni venerdì alle 22:00 su YouTube e Twitch ed è disponibile successivamente in podcast su tutte le principali piattaforme audio.