Riven è ancora un capolavoro, GTA6, Steam Machine e rincari XBOX – Console Generation Live 26/06/2026
Poi siamo tornati bruscamente nel presente, e soprattutto nel futuro, con le notizie su Grand Theft Auto 6, i prezzi decisamente impegnativi di Steam Machine e un nuovo aumento per le console XBOX.
Prima di cominciare, abbiamo voluto anche ringraziare Massimiliano Di Marco per il lavoro svolto con il podcast e la newsletter Insert Coin. Fare informazione con cura richiede tempo, energie e sacrifici che spesso restano invisibili. Quando una passione deve convivere con il lavoro e con la vita, trovare un equilibrio non è affatto scontato.
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Riven: il futuro immaginato nel 1997
Quando uscirono, non giocai né Myst né il suo seguito Riven. Erano avventure grafiche considerate avveniristiche per l’epoca, costruite attraverso ambientazioni digitalizzate e una cura visiva che permetteva di intravedere ciò che i videogiochi sarebbero diventati molti anni dopo.
Quel futuro è finalmente arrivato.
Il remake di Riven ricostruisce completamente il gioco originale, trasformando le schermate statiche del 1997 in un mondo tridimensionale liberamente esplorabile. L’ho provato su PS5, ma è disponibile anche su XBOX Series X|S, PC e PlayStation VR2, con testi in italiano e dialoghi in inglese.
Dal punto di vista tecnico, il lavoro svolto da Cyan Worlds è meraviglioso. L’arcipelago nel quale si svolge l’avventura è composto da isole collegate attraverso strani mezzi di trasporto e meccanismi che sembrano appartenere contemporaneamente al passato e al futuro.
L’acqua, in particolare, è fenomenale. Ma non è soltanto una questione di fotorealismo: ciò che colpisce è l’immaginazione con cui ogni luogo è stato costruito. Tribù, pitture, macchinari e strutture impossibili convivono in un mondo che riesce ancora a sorprendere a distanza di ventinove anni.
E allora viva i remake come Riven. Quelli che non si limitano ad aumentare la risoluzione, ma rendono nuovamente accessibile un’opera importante senza cancellarne l’identità.
Un mondo che non spiega nulla, almeno all’inizio
Riven è soprattutto un enorme puzzle game ambientale.
Non ci sono enigmi isolati da risolvere in una stanza e poi dimenticare. Ogni simbolo, leva o elemento architettonico può essere collegato a qualcosa visto molto tempo prima e magari su un’altra isola.
Ho iniziato a giocarci insieme a mia moglie, che proprio il giorno precedente mi aveva chiesto se avessi un titolo pieno di enigmi da affrontare insieme. La coincidenza sembrava perfetta.
Il problema è che, nelle prime ore, non ci abbiamo capito praticamente nulla.
Il gioco ti deposita nel suo mondo e ti lascia esplorare. Trovi leve, interruttori e simboli di cui non conosci il significato. Intuisci che deve esistere una corrispondenza o una sequenza precisa, ma non sai ancora dove cercarla.
All’inizio sembra tutto incomprensibile. Poi, lentamente, gli ingranaggi cominciano a muoversi. Un simbolo visto ore prima trova finalmente un significato, una strada percorsa venti volte nasconde una scala mai notata e una struttura apparentemente decorativa si rivela parte di un enigma molto più grande.
È proprio in quei momenti che Riven diventa magnetico.
Carta, penna e tanta osservazione
In Riven non esiste un diario che registra automaticamente ogni informazione importante. Ho iniziato prendendo qualche appunto sul telefono, poi sono passato rapidamente a carta e penna.
Simboli, frecce, percorsi, numeri e possibili corrispondenze: scrivi una teoria, la cancelli e ricominci. L’esperienza esce dallo schermo e diventa quasi analogica.
Ho consultato una guida un paio di volte, lo ammetto. E in entrambi i casi la soluzione era qualcosa a cui sarei potuto arrivare con un po’ più di pazienza. Il consiglio migliore è infatti quello più semplice: quando vi bloccate, spegnete tutto e tornate il giorno dopo.
Non sempre le intuizioni sono corrette. A volte si costruiscono teorie completamente sbagliate. Ma quando gli indizi si incastrano e un meccanismo finalmente si attiva, la soddisfazione è enorme.
Mentre giocavo con mia moglie, a un certo punto ho iniziato a spiegarle perché una determinata struttura avrebbe dovuto aprirsi e come alcuni graffiti incontrati in precedenza potessero suggerire la soluzione. Mi ha chiesto come facessi a sapere tutte quelle cose.
La verità è che non lo sapevo. Stavo soltanto provando a mettere in fila gli elementi che avevo osservato lungo il percorso. Ed è esattamente ciò che Riven chiede al giocatore.
Un remake che non addomestica il passato
Oggi molti videogiochi guidano continuamente l’esperienza attraverso indicatori, mappe dettagliate e suggerimenti. Riven non lo fa.
Non ci sono pareti gialle a indicare dove arrampicarsi e nemmeno segni che contraddistinguono una leva da attivare. Il gioco si fida della nostra capacità di osservare, ricordare e ragionare.
Per questo può essere frustrante. Se non amate i puzzle game o non sopportate l’idea di restare bloccati, difficilmente cambierete opinione. Ma nulla mi è sembrato davvero impossibile: serve soltanto molta attenzione e la disponibilità ad accettare tempi diversi da quelli a cui ci hanno abituato molte produzioni contemporanee.
Riven è un capolavoro perché, ventinove anni dopo, riesce ancora a dare una lezione a molti puzzle game moderni. Il remake ne rinnova completamente la veste tecnica e aggiunge le necessarie comodità, ma non sacrifica la difficoltà né la soddisfazione della scoperta.
La versione in realtà virtuale potrebbe rendere ancora più affascinanti i panorami e le strutture dell’arcipelago, anche se l’assenza di un corpo visibile rischia di ridurre un po’ la sensazione di presenza. Resta comunque un mondo nel quale sarebbe bellissimo entrare e guardarsi attorno.
Se amate gli enigmi, non posso fare altro che consigliarvelo.
GTA6: prezzo normale, lancio tutt’altro che normale
La notizia più discussa della settimana è stata l’apertura dei preordini di Grand Theft Auto 6.
Dopo mesi di speculazioni su un possibile prezzo superiore ai cento euro, Rockstar ha fissato l’edizione standard a 80 euro, in linea con le principali produzioni ad alto budget. La modalità online non sarà inclusa al lancio e arriverà successivamente.
L’edizione Ultimate costerà invece 100 euro e comprenderà alcuni bonus digitali, tra cui contenuti dedicati alla personalizzazione del personaggio.
Il punto più controverso riguarda però la cosiddetta edizione fisica. La confezione disponibile al lancio non conterrà il disco, ma soltanto un codice per scaricare il gioco.
Una copia fisica che fisica non è: una versione digitale “fisicalizzata”.
Secondo alcune indicazioni emerse dal servizio clienti di Rockstar, una vera edizione su disco potrebbe arrivare a dicembre. Ma stando alle ultime notizie si è trattato di un'informazione travisata. GTA6 su disco al momento non è nei piani di Rockstar.
Perché rinunciare al disco?
Una possibile spiegazione è la volontà di evitare che qualche copia finisca nelle mani dei giocatori prima del lancio ufficiale, provocando fughe di notizie e anticipazioni sulla trama.
Una distribuzione inizialmente digitale permetterebbe inoltre a Rockstar di controllare meglio attivazioni e accessi, riducendo gli intermediari e limitando almeno temporaneamente il mercato dell’usato.
Per i collezionisti, però, resta una scelta difficile da accettare. Chi vuole giocare a GTA6 al lancio non potrà acquistare una copia realmente conservabile e rivendibile.
Aspettare il disco potrebbe comunque avere un piccolo vantaggio. I giochi moderni arrivano spesso sul mercato accompagnati da patch correttive e aggiornamenti importanti. Una versione pubblicata qualche settimana più tardi potrebbe contenere un prodotto più completo e rifinito.
Perché una cosa va detta prima ancora dell’uscita: GTA6 non sarà perfetto. Probabilmente sarà enorme, spettacolare e costruito con una cura fuori dal comune, ma avrà inevitabilmente qualche bug o elemento da sistemare.
Il metro di giudizio deve restare uguale per tutti. Non possiamo massacrare una produzione più piccola per qualche imperfezione e poi giustificare automaticamente qualsiasi problema di GTA6 perché “è il gioco più atteso di sempre”.
Un lancio capace di fermare tutto
L’apertura dei preordini ha già mostrato la portata dell’evento. Le code online hanno raggiunto decine di migliaia di persone e alcuni siti hanno avuto difficoltà a reggere il numero degli accessi.
C’è persino chi sostiene di aver programmato due settimane di ferie per il lancio. Ognuno è libero di utilizzare le proprie vacanze come preferisce, naturalmente, ma GTA6 rischia davvero di monopolizzare l’attenzione per un lungo periodo.
Prenotare un gioco digitale può sembrare inutile, ma almeno la preinstallazione dovrebbe permettere di scaricare in anticipo una quantità presumibilmente enorme di dati e ridurre il rischio di restare bloccati nel giorno dell’uscita.
A gettare ombre sul lancio rimane però aperta la vicenda dei dipendenti Rockstar licenziati nel Regno Unito. Un tribunale britannico ha stabilito che le accuse di blacklisting avanzate dal sindacato potranno essere esaminate nel processo completo.
La decisione non dichiara Rockstar colpevole, ma permetterà di approfondire il sospetto che alcuni lavoratori siano stati allontanati per la propria attività sindacale. Una questione che potrebbe arrivare a una svolta prima del lancio del gioco e che ricorda come nemmeno il publisher del titolo più atteso dell’anno debba essere considerato intoccabile.
Steam Machine: un piccolo PC dal prezzo enorme
La seconda grande notizia riguarda Steam Machine, il nuovo PC compatto di Valve pensato per trovare posto sotto il televisore.
La versione con 512 GB costerà 1.040 euro, ai quali bisognerà aggiungere il controller acquistato separatamente. Il modello con 2 TB raggiungerà invece i 1.350 euro e arriverà intorno ai 1.430 euro con il controller.
Sono cifre molto più alte delle previsioni. Valve ha spiegato che il prezzo inizialmente ipotizzato era inferiore, prima del forte aumento del costo delle memorie.
Dal punto di vista estetico, Steam Machine è bellissima: compatta, pulita e poco più alta di un GameCube. È un oggetto che potrebbe inserirsi facilmente accanto al televisore senza occupare lo spazio di un normale PC.
Il problema è capire a chi si rivolga davvero.
Più costosa di una console, con alcuni limiti importanti
Steam Machine non è una console, ma il confronto è inevitabile perché vuole occupare lo stesso spazio del salotto.
Costa sensibilmente più di PS5 e persino di PS5 Pro, pur non riuscendo sempre a garantire prestazioni superiori. Valve non vende l’hardware in perdita, quindi il prezzo rispecchia maggiormente il costo reale della macchina rispetto al modello commerciale utilizzato dai produttori di console.
La distribuzione avverrà esclusivamente attraverso Steam e, almeno inizialmente, la disponibilità sarà limitata. Per ottenere una priorità nella lista d’attesa serve inoltre un account con acquisti effettuati prima del 27 aprile 2026.
Esiste poi un problema di compatibilità. SteamOS utilizza Linux e alcuni sistemi anticheat impiegati nei giochi online non funzionano su questa piattaforma.
Titoli importanti come EA Sports FC, i più recenti Call of Duty e Grand Theft Auto Online non saranno quindi utilizzabili. Non sappiamo ancora se lo stesso limite riguarderà GTA6, ma per un dispositivo pensato per sostituire almeno in parte una console sotto il televisore si tratta di un’assenza pesante.
Steam Machine rimane un prodotto affascinante, ma pieno di luci e ombre. Il design è riuscito, il catalogo Steam è enorme e il formato è comodissimo. Il prezzo e le incompatibilità, però, rischiano di limitarne fortemente il pubblico.
Il precedente che preoccupa per PS6 e la prossima XBOX
Il prezzo di Steam Machine non va letto soltanto in relazione al prodotto Valve.
Se un PC compatto da salotto supera facilmente i mille euro, quanto costeranno PS6 e la prossima XBOX? Il timore è che la nuova generazione possa partire da cifre vicine agli 800 euro, se non superiori.
L’aumento delle memorie e la crescente domanda di componenti destinati all’intelligenza artificiale stanno cambiando rapidamente il mercato. Il problema non è soltanto che la tecnologia costi di più, ma che il potere d’acquisto e gli stipendi non crescano allo stesso ritmo.
Una console da mille euro può anche esistere. Ma se tutto aumenta mentre le entrate delle famiglie restano ferme, il pubblico in grado di acquistarla diventa inevitabilmente più piccolo.
XBOX aumenta ancora i prezzi
Proprio mentre discutevamo delle cifre di Steam Machine, Microsoft ha annunciato un nuovo rincaro per le console XBOX.
I diversi modelli di XBOX Series S subiranno aumenti compresi tra 100 e 150 dollari, mentre XBOX Series X arriverà a 750 euro nella versione con lettore e a 700 euro in quella esclusivamente digitale.
La motivazione è ancora una volta legata alla carenza e all’aumento del prezzo delle memorie.
La beffa è che, dal primo agosto, una XBOX Series S arriverà a costare quanto una XBOX Series X al lancio. Una console che nel 2020 veniva venduta a 499 euro oggi raggiunge quindi cifre che, fino a pochi anni fa, sarebbero sembrate impensabili per l’hardware di una generazione già avviata.
Questo nuovo aumento rende ancora più difficile la posizione di XBOX. Non si tratta di una nuova macchina più potente, ma dello stesso hardware diventato progressivamente più costoso con il passare del tempo.
In passato eravamo abituati a vedere le console diminuire di prezzo durante il proprio ciclo vitale. Oggi sta accadendo il contrario.
Un’industria che produce di più per un pubblico che può comprare meno
Il filo che collega Steam Machine, i rincari XBOX e molte altre notizie della settimana è l’intelligenza artificiale.
Epic Games ha presentato Unreal MCP, uno strumento che permetterà di interagire con Unreal Engine attraverso istruzioni in linguaggio naturale. Potrebbe aiutare i piccoli studi a realizzare progetti prima impossibili e ridurre il tempo dedicato alle operazioni più ripetitive.
Ma nella situazione attuale è difficile ignorare l’altro lato della questione. In un’industria che continua a licenziare, la maggiore efficienza potrebbe diventare semplicemente il pretesto per chiedere a meno persone di produrre più contenuti.
Nel frattempo aumentano i costi dell’hardware, crescono i prezzi dei giochi e si riduce il numero di lavoratori. Il paradosso è evidente: se sempre meno persone hanno un impiego stabile e tutto costa di più, chi comprerà le nuove produzioni?
Non è una domanda alla quale abbiamo trovato una risposta. Ma è probabilmente una delle questioni più importanti che l’industria dovrà affrontare nei prossimi anni.
Le altre notizie della settimana
Abbiamo aperto le news dall’Italia con il ritorno all’indipendenza di 34BigThings, nuovamente separata da Saber Interactive e dal gruppo Embracer. Lo studio torinese avrebbe già in lavorazione nuovi progetti, compreso un titolo legato a un’importante proprietà intellettuale.
Abbiamo parlato anche dei nuovi licenziamenti in Bungie e delle difficoltà che coinvolgerebbero Compulsion Games, lo studio di South of Midnight.
Spazio poi a Hideo Kojima e a nuovi dettagli su OD, il progetto horror sviluppato insieme a XBOX. Kojima ha raccontato che altri partner non avevano compreso la sua proposta, mentre Microsoft avrebbe accettato di sostenerla proprio per la sua natura insolita.
Infine, nella Resident Evil Curiosity abbiamo scoperto che Capcom aveva sperimentato l’utilizzo dei Joy-Con di Switch 2 come mouse per controllare la mira in Resident Evil Requiem. La soluzione si è però rivelata poco ergonomica e lo studio ha preferito utilizzare i controlli giroscopici.
In questa puntata
La recensione del remake di Riven
Puzzle ambientali, appunti e libertà di esplorazione
Grand Theft Auto 6 e il prezzo di GTA6
L’edizione fisica contenente soltanto un codice
La vicenda sindacale di Rockstar Games
Prezzi e caratteristiche di Steam Machine
I problemi di compatibilità di SteamOS
Il nuovo aumento dei prezzi XBOX
Il futuro dei prezzi di PS6 e della prossima XBOX
34BigThings torna indipendente
Nuovi licenziamenti nell’industria
Hideo Kojima e OD
Unreal MCP e intelligenza artificiale
Kojima Inutility
Resident Evil Curiosity
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