Dead as Disco, Mouse P.I. for Hire e le emozioni della GT World Series – Console Generation Live 24/05/2026

Dopo il rinvio di venerdì causa voce praticamente distrutta, questa settimana Console Generation è andata in onda eccezionalmente di domenica pomeriggio con una puntata un po’ diversa dal solito. Andrea era impegnato con la GT World Series di Milano e quindi mi avete sopportato da solo al microfono per quasi due ore fra giochi, eventi e news gaming della settimana.

E proprio dalla GT World Series voglio partire, perché per me è stata sinceramente una sorpresa. Non tanto per le gare in sé - sapete bene che il sim racing non è esattamente il mio territorio naturale - quanto per l’atmosfera che si respirava al Teatro Lirico Giorgio Gaber.

Sentire il pubblico esultare per i sorpassi, reagire agli errori dei piloti, seguire ogni curva come se fosse una vera gara automobilistica mi ha colpito molto più di quanto mi aspettassi. E una grossa parte del coinvolgimento è arrivata anche dal commento live di Andrea ed Emilio, che sono riusciti a trasformare la competizione in qualcosa di molto più vicino a un vero evento sportivo che a una semplice gara virtuale.

La Nations Cup soprattutto è stata piena di momenti incredibili, fra la rimonta di Valerio Gallo, l’errore clamoroso di Moreno dopo una partenza perfetta e la vittoria di Urra a Monza. Ma una delle cose che mi è rimasta più impressa è stato vedere Kazunori Yamauchi salire sul palco quasi in punta di piedi, consegnare il premio e sparire subito dopo senza atteggiarsi a superstar. Una scena semplice, ma che mi ha dato l’idea di una persona estremamente umile nonostante il peso enorme che ha avuto nella storia dei videogiochi di guida.

Sul fronte giochi, invece, il titolo che mi ha conquistato completamente è stato senza dubbio Dead as Disco.

Lo aspettavo con curiosità già da tempo, ma dopo averlo provato posso tranquillamente dire che è stata una delle sorprese più belle delle ultime settimane. È un mix fra picchiaduro e rhythm game che riesce a trasformare ogni combattimento in una sorta di coreografia musicale piena di ritmo, colori e spettacolarità.

La cosa che mi ha colpito di più è quanto riesca a trasmettere energia quando tutto funziona a dovere: colpi sincronizzati con la batteria, contrattacchi che sembrano parte della colonna sonora e boss fight completamente fuori di testa. Il livello dedicato alla bassista K-pop, per esempio, è una roba talmente esagerata e sopra le righe che a un certo punto non riuscivo più a capire se stessi giocando o guardando un videoclip impazzito.

Non è perfetto, soprattutto nelle meccaniche di personalizzazione e in alcuni aspetti ancora acerbi dovuti all’early access, ma è uno di quei giochi che hanno carattere. E oggi non è poco.

Molto più complicato invece il rapporto con Mouse P.I. for Hire.

Esteticamente è spettacolare. L’ispirazione ai cartoon anni ’30, il bianco e nero, i personaggi in stile animazione classica e il doppiaggio di Troy Baker riescono a creare un’atmosfera incredibile. Ti viene voglia di continuare semplicemente per vedere quale follia visiva tirerà fuori il gioco nella stanza successiva.

Il problema, almeno per me, è che quando si passa dal colpo d’occhio al gameplay le cose iniziano a scricchiolare un po’.

Il movimento è velocissimo, quasi troppo. I nemici ti saltano addosso continuamente e il gunplay non mi ha dato quella sensazione di peso e soddisfazione che cerco in uno shooter di questo tipo. A volte mi sembrava quasi di sparare a vuoto, senza percepire davvero l’impatto delle armi o il ritmo del combattimento. E alcune scelte, come la schivata o la gestione delle armi, mi sono sembrate più frustranti che stimolanti.

Resta comunque un titolo interessantissimo da vedere in movimento, soprattutto se amate i boomer shooter e le produzioni con una direzione artistica molto forte, ma personalmente mi ha lasciato più dubbi di quanto mi aspettassi.

Nella seconda parte della puntata abbiamo poi commentato le principali news gaming della settimana:

  • la fine del supporto a Destiny 2 dopo nove anni;
  • i problemi interni di Bungie e Marathon;
  • il nuovo State of Play di Sony;
  • gli aumenti di PlayStation Plus;
  • le nuove strategie Xbox;
  • i cambiamenti sulle esclusive PlayStation;
  • cancellazioni, licenziamenti e progetti spariti nel nulla fra Amazon, Quantic Dream e altri studi.

Insomma, una puntata molto più chiacchierata e personale del solito, anche perché quando sono da solo al microfono finisco inevitabilmente per perdermi un po’ nei racconti.

In questa puntata

  • GT World Series Round One Milano
  • Dead as Disco
  • Mouse P.I. for Hire
  • News gaming della settimana
  • Destiny 2 e Bungie
  • Marathon
  • State of Play Sony
  • PlayStation Plus
  • Xbox Player Voice
  • Quantic Dream
  • The Talos Principle 3
  • Zelda live action

Ascolta la puntata

Potete recuperare l’episodio completo di Console Generation su: