Crimson Desert / A Little Perspective

Per la puntata pasquale vi proponiamo due prove di due giochi contrapposti: un gioco d'azione fra i più discussi degli ultimi tempi e un rompicapo basato sulla prospettiva di cui non parla (purtroppo) nessuno.

Il primo è, naturalmente, l'attesissimo e controverso Crimson Desert. Sviluppato da Pearl Abyss, il gioco si presenta come un'opera dal patto tecnico strabiliante, capace di offrire scorci visivi che superano per dettaglio e interattività molti dei più noti open world attuali. La cura riposta nel mondo di gioco, dove ogni elemento sembra reagire al vento e all'ambiente, insieme a scene d'intermezzo recitate con una motion capture di alto livello, rende l'esperienza inizialmente affascinante e coinvolgente. Tuttavia, dietro questa facciata splendente si nascondono difetti evidenti e una macchinosità frustrante. Si potrebbe dire che Crimson Desert sia un "minestrone" di meccaniche prese da altri capisaldi del genere, come Zelda o Assassin's Creed, che però non sempre risultano rifinite o coerenti tra loro. Il vero tallone d'Achille è rappresentato da un'interfaccia utente inutilmente complicata e da controlli controintuitivi: dalle scritte minuscole dei menù alla gestione assurda degli oggetti, come dimostra l'esasperante missione iniziale in cui persino equipaggiare una scopa diventa un'impresa logica, il titolo sembra fare di tutto per ostacolare il giocatore. Nonostante la presenza di bug bizzarri, come cavalli che finiscono a camminare sui tetti, Crimson Desert rimane un titolo magnetico che spinge a proseguire nell'esplorazione, pur costringendo a digerire pesanti limitazioni nel game design. Per appronfondire la disamina di Crimson Desert abbiamo ospitato anche un contributo di Andrea Riviera di Tom's Hardware, che lo ha finito con oltre 100 ore di gioco.

Il secondo protagonista della nostra prova è A Little Perspective, un puzzle game nato dall'ingegno di un singolo sviluppatore, Ted Cordle, che ha saputo trasformare un prototipo originariamente creato su Dreams in un'esperienza completa con oltre 200 livelli. Il cuore del gioco risiede nella manipolazione di prospettive non euclidee (come le chiama l'autore, anche se in maniera impropria) attraverso una visuale isometrica: il giocatore deve ruotare la visuale di 90 gradi per allineare piattaforme apparentemente distanti e permettere a un cubo di raggiungere l'uscita. Sebbene l'incipit sia innovativo e rilassante, la complessità cresce rapidamente, portando a livelli che sfidano le leggi della fisica e la logica tridimensionale. In alcuni frangenti, la difficoltà diventa tale da trasformare il ragionamento in una serie di tentativi basati sulla fortuna, un limite che però non offusca il fascino di un concept così essenziale e intelligente.

Sul fronte delle news, trovate il debutto a Milano, il 20 e 21 giugno, di Music Legends: The World of Gaming, un festival sinfonico dedicato alle colonne sonore iconiche dei videogiochi, i massicci licenziamenti presso Eidos Montreal e un paio di informazioni su quello che sarebbe dovuto essere il gioco multiplayer di The Last of Us, completato all'80% prima di essere cancellato. Inoltre, Microsoft ha ufficializzato il prossimo Xbox Games Showcase per il 7 giugno, promettendo novità su Gears of War, mentre lo studio di Shinji Mikami è stato acquisito dai creatori di Stellar Blade, i coreani di Shift Up.

Ecco tutti i link per ascoltare la puntata sulla tua piattaforma preferita!

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