ChainStaff

Questa settimana avrei dovuto parlare di Life is Strange: Reunion, un gioco che attendevo da molto. Chi ci segue da tempo sa che fui fin da subito un grande sostenitore di Life is Strange, quando debuttò per mano di Don't Nod. Poi arrivò Before the Storm (bellissimo e potente a mio avviso), poi Life is Strange 2 (un po' eccessivo come varietà di situazioni, ma bello anche questo). Poi ci fu il divorzio fra Don't Nod e Square Enix e la serie finì nelle competenti mani di Deck Nine. Uscì Life is Strange Double Exposure e ora Reunion, sempre incentrate sulle vicende di Max e, ora più che mai, di Chloe. Ma sto divagando.

Avrei dovuto parlare di Life is Strange: Reunion, ma non l'ho fatto... perché non ci ho giocato abbastanza. E la colpa è di ChainStaff. Un gioco che molti di voi non considererebbero nemmeno, perché ha un concetto anni '90, una grafica non così spettacolare e un'anima trash tutta sua. E ha pure qualche imprecisione qua e là nel gameplay. Eppure... eppure mi ha tenuto incollato al pad con le sue meccaniche (il ChainStaff, per l'appunto), la sua storia goffamente narrata ma piacevole, i suoi livelli che strizzano l'occhio a dei mini-metroidvania e i suoi boss giganteschi. E le sue musiche power metal che mi hanno ricordato i fasti di Lords of Thunder (o Winds of Thunder, a seconda della versioni che preferite). 

Che vi devo dire? A me ChainStaff è piaciuto molto più del previsto. Inizia zoppicante e poi mi ha acchiappato, con mia moglie che mi diceva "ma c'è ancora chi gioca a giochi così?". In pratica anche mia moglie ha capito che ChainStaff è un gioco che non andrà per la maggiore. Ma io ero lì che ci giocavo. E Life is Strange rimaneva indietro.

Nella puntata di questa settimana trovate la prova di ChainStaff, oltre che un bel po' di notizie.

Ascoltatela, poi date un'occhiata a ChainStaff e ditemi che ne pensate.

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