PlayStation dice addio ai dischi: il futuro digitale, The Roottrees Are Dead e una settimana nerissima – Console Generation Live 03/07/2026
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The Roottrees Are Dead: investigare nel 1998
Prima della lunga discussione sui dischi, abbiamo parlato di The Roottrees Are Dead, investigativo per PC sviluppato da Robin Ward e recentemente aggiornato con i testi in italiano.
Il gioco ci porta nel 1998 e ci mette davanti a un computer d’epoca, un modem 56K, articoli da leggere, fotografie da collegare e un enorme albero genealogico da ricostruire. Una ricchissima famiglia perde alcuni membri fondamentali in un incidente aereo e il nostro compito è capire chi siano i veri eredi.
Detta così sembra una cosa con parecchio legno addosso. E invece mi ha sorpreso.
Si legge, si cerca, si copia, si incolla, si prendono appunti. Piano piano ti ritrovi coinvolto nelle relazioni della famiglia, nei nomi, nei volti, negli indizi. È un gioco investigativo molto particolare, quasi da pettegolezzo genealogico, ma funziona proprio perché riesce a trasformare la ricerca di informazioni in un puzzle appassionante.
L’unico limite che ho sentito davvero è nel taccuino interno, utile ma un po’ rigido quando si vuole riorganizzare il materiale raccolto. Per il resto, se vi piacciono gli investigativi testuali e le esperienze fuori dagli schemi, merita attenzione.
PlayStation senza dischi dal 2028: la fine di un’era
Il cuore della puntata è stato l’annuncio di Sony: da gennaio 2028 non verranno più prodotti dischi per i nuovi giochi PlayStation. Le confezioni potranno ancora esistere, ma dentro troveremo codici digitali. La scatola resta, il disco sparisce.
Per chi come me continua ad acquistare volentieri giochi fisici, è una notizia che fa male. Non perché il digitale non sia comodo. Lo è. Non perché non lo usi. Lo uso. Il problema è che quando il digitale smette di essere una scelta e diventa l’unica strada possibile, cambia completamente il rapporto tra giocatore, gioco e piattaforma.
Un disco lo puoi prestare, rivendere, comprare usato, regalare, conservare. Un codice digitale, una volta riscattato, è legato al tuo account, allo store, ai server, alle licenze e a condizioni che possono cambiare nel tempo.
La cosa più grottesca è che Sony nel 2013 aveva costruito parte della comunicazione di PlayStation 4 proprio sull’idea opposta, prendendo in giro la visione più restrittiva di Microsoft. Oggi molti giocatori sono tornati a ricordare quel famoso video in cui per prestare un gioco bastava passare la custodia a un amico. Il mondo è cambiato, certo, ma il contrasto resta fortissimo.
Digitale sì, ma senza perdere la scelta
In puntata io e Andrea ci siamo trovati su due sensibilità diverse. Andrea vede questo passaggio come qualcosa di inevitabile: i lettori disco spariscono dai computer, la musica è diventata streaming, i film si guardano sulle piattaforme, e prima o poi anche il videogioco avrebbe seguito la stessa strada.
Il punto però è che una cosa può essere inevitabile e allo stesso tempo poco favorevole per il consumatore.
Il problema principale è la perdita di concorrenza. Su PC il digitale esiste da anni, ma ci sono Steam, Epic Games Store, GOG, store esterni, chiavi, offerte, bundle. Su console, se sparisce il disco, resta lo store del produttore. PlayStation Store per PlayStation. Microsoft Store per XBOX. Nintendo eShop per Nintendo.
E se il prezzo passa quasi sempre da un solo canale, il rischio è chiaro: meno concorrenza, meno occasioni, meno libertà per chi compra.
Usato, collezionismo e preservazione
Il mercato dell’usato non è solo nostalgia. Per molti giocatori è un modo concreto per rendere sostenibile una passione sempre più costosa. Compro, gioco, rivendo, recupero qualcosa e compro altro. Se il fisico sparisce, sparisce anche questa possibilità.
Poi c’è il tema del possesso. Un gioco digitale non è davvero tuo nello stesso modo in cui lo è un oggetto fisico. Acquisti una licenza, non un bene. E nella stessa puntata abbiamo parlato anche della rimozione di centinaia di film StudioCanal acquistati digitalmente sul PlayStation Store. Non noleggiati: acquistati. Pagati. Eppure destinati a sparire per questioni di licenza.
È difficile non collegare le due cose.
Il disco non risolve tutto, perché oggi molti giochi fisici hanno comunque bisogno di patch e download. Però resta una traccia, un oggetto, una possibilità in più. E per chi vive il videogioco anche come memoria personale, questo conta.
GTA6 e il digitale obbligato
Abbiamo parlato anche di Grand Theft Auto 6, o GTA6, perché sembra sempre meno probabile una vera versione fisica con disco, sia al lancio sia nei mesi successivi.
Se anche il gioco più atteso del mondo può uscire senza disco, il messaggio per l’industria è chiarissimo. Non parliamo di un esperimento o di una produzione di nicchia. Parliamo del titolo che probabilmente incasserà cifre enormi fin dai primi giorni.
La prossima XBOX e il futuro senza lettore
Anche XBOX potrebbe andare nella stessa direzione. Le indiscrezioni sulla prossima console, nome in codice Project Helix, parlano di una macchina potenzialmente senza lettore disco.
L’idea più interessante riguarda un possibile sistema per trasformare i dischi XBOX One e XBOX Series in licenze digitali. Sulla carta sarebbe una soluzione intelligente, soprattutto se il diritto digitale restasse legato al disco e potesse passare a un altro account in caso di prestito o vendita. Però, diciamolo, faccio fatica a credere che venga realizzata in modo davvero così favorevole al consumatore.
Prezzi hardware e Steam Machine
La puntata è poi tornata sul tema dei prezzi. Sony ha iniziato a preparare il terreno sul fatto che non potrà assorbire tutti gli aumenti dei costi dei componenti, mentre alcune voci parlano di una PS6 potenzialmente molto costosa.
In parallelo, anche la Steam Machine continua a far discutere: idea interessante, ma tra prezzo alto, prestazioni non esaltanti e posizionamento ancora poco chiaro, non sembra esattamente l’oggetto destinato a conquistare il salotto di tutti.
XBOX, Game Pass e studi a rischio
Le notizie su XBOX continuano a essere pesanti: studi a rischio, accordi Game Pass messi in pausa, progetti che perdono finanziamenti e una sensazione generale di grande ricalcolo interno.
Game Pass è stato per anni il cuore della narrativa XBOX: tanti giochi, accessibilità, day one, un servizio quasi troppo bello per essere sostenibile. Ora iniziano ad arrivare segnali che fanno pensare a una fase molto diversa.
Rockstar, Ubisoft e Quantic Dream: il lato umano dello sviluppo
Abbiamo parlato anche di Rockstar, tra richieste sindacali, accuse di crunch, disparità salariali e bonus usati come possibile strumento di pressione. GTA6 sarà enorme, ma questo non significa che si debba ignorare il lato umano dello sviluppo.
Stesso discorso per Ubisoft Barcellona, dove gli sviluppatori hanno iniziato uno sciopero contro licenziamenti e condizioni lavorative, e per Quantic Dream, dove gli sviluppatori hanno avvertito che Star Wars Eclipse potrebbe non essere completabile se lo studio procederà con il taglio di 115 persone.
PlayStation e la strada dei live service
A chiudere il quadro, Sony ha ribadito di non voler abbandonare i live service, nonostante fallimenti, cancellazioni e studi chiusi negli ultimi anni.
Il punto non è dire che Sony non debba provare nulla di nuovo. Il punto è capire se l’industria abbia imparato qualcosa o se continuerà a inseguire il prossimo Fortnite sacrificando studi, progetti e identità creative lungo la strada.
In questa puntata
- The Roottrees Are Dead
- Sony e l’addio ai dischi PlayStation dal 2028
- Futuro del supporto fisico e digitale obbligato
- Usato, collezionismo e preservazione videoludica
- Chiusura degli store PlayStation 3 e PlayStation Vita
- Film acquistati digitalmente rimossi dal PlayStation Store
- Grand Theft Auto 6 / GTA6 e possibile assenza del disco
- Prossima XBOX e futuro senza lettore
- Prezzi di PS6 e hardware sempre più costoso
- Steam Machine e dubbi sulle prestazioni
- XBOX, Game Pass e studi a rischio
- Rockstar, sindacati e condizioni di lavoro
- Ubisoft Barcellona e Quantic Dream
- PlayStation e live service
- Annunci improbabili
- Kojima Inutility
- Resident Evil Curiosity
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