Letture per l'estate/ Zombi e metropolitana

L'estate tarda ad arrivare e può capitare che qualche goccia rovini una giornata di vacanza. Pazienza: invece di incollarsi alla TV, può essere un occasione in più per leggere qualche pagina immergendosi in avventure soprannaturali, anche senza pad.

Titolo: Metro 2034
Autore: Dmitry Glukhovsky
Editore: Multiplayer.it Edizioni
Genere: romanzo
Argomento: fantascienza
Pagine: 460

La metro di Mosca - ultimo baluardo dell'umanità in un futuro post-atomico - può divenire un vero e proprio microcosmo, un piccolo universo da cui possono scaturire mille avventure, come dimostra Metro 2034. Nonostante il titolo si tratta di uno spin-off più di un seguito: alla Sevastopolskaya lo scontro fra Artyom e i tetri è arrivato solo come leggenda lontana e il giovane protagonista di Metro 2033 trova nel nuovo libro solo lo spazio di un piccolo - ma determinante - cammeo. Da un lato delude il fatto di non saperne di più sui tetri, ma dall'altro si ha l'occasione di affrontare nuove tematiche sempre all'interno delle anguste gallerie moscovite. L'autore ne approfitta per focalizzare l'azione e per entrare all'interno dei personaggi, dando vita a un romanzo avvincente e allo stesso tempo nettamente più riflessivo e introspettivo.

Metro 2034 racconta ancora un viaggio - questa volta circoscritto a poche stazioni - ma soprattutto racconta le persone e il loro bisogno di avere un obiettivo per sopravvivere. Omero e la sua ricerca di un eroe e dell'ispirazione per una sorta di nuovo poema greco; Sasha e la sua voglia di conoscere la verità sulla gente della metro, essendo quasi sempre vissuta in isolamento; Hunter - lo stalker che in Metro 2033 aveva dato il via all'avventura di Artyom - e la necessità di ritrovare la propria umanità. Tre personaggi che si imparano a conoscere a fondo attraverso i loro pensieri e punti di vista e che generano immediatamente curiosità ed empatia nel lettore, fino a divenire noi stessi i loro compagni di viaggio.

Fra i tre Hunter rappresenta il personaggio più emblematico, l'uomo che diviene come le bestie che combatte al fine di sopravvivere, che tanto più si rafforza fisicamente, tanto più diviene fragile interiormente. Ma è Omero che riesce a emozionare con le sue riflessioni sul mondo passato e sulla volontà di narrare il presente perchè l'uomo non dimentichi i suoi compiti e la sua storia. I protagonisti non dovranno fare i conti con mostri e abomini del nucleare, quanto con loro stessi. E' emblematica da questo punto di vista la stazione Polyanka, che mette i viaggiatori al cospetto del proprio subconscio. A cappello di tutto rimane la speranza di costruire un mondo migliore dopo essere caduti nel baratro, un messaggio che a volte si scontra con il fatalismo di alcune situazioni. Sfaccettato, profondo e ispirato, Metro 2034 appassiona dalla prima all'ultima pagina. L'edizione italiana purtroppo soffre a causa di frequenti e grossolani errori come non se ne vedevano da tempo nei libri dello stesso editore.


Titolo: Resident Evil: Caliban Cove
Autore: S.D. Perry
Editore: Multiplayer.it Edizioni
Genere: narrativa
Argomento: fantascienza/azione
Pagine: 232

Pubblicato in Italia alla fine del 2010, Resident Evil: Caliban Cove è il secondo romanzo dedicato alla serie survival horror di Capcom. Svincolata dalle gesta dei personaggi elettronici, S.D. Perry crea una storia originale che prende il via subito dopo gli eventi del primo videogame, concentrandosi su Rebecca Chambers e sulla nuova missione che la porterà nel nord degli Stati Uniti. Insieme al nuovo team capitanato da David Trapp - e senza potersi appoggiare agli organismi corrotti della S.T.A.R.S. - avrà lo scopo di infiltrarsi nel laboratorio della Umbrella di Caliban Cove e recuperare le prove per incastrare la multinazionale una volta per tutte.

A differenza del primo romanzo, l'autrice corre a briglia sciolta e tratteggia con maggiore cura i personaggi, dando soprattutto a David Trapp più umanità e profondità. L'azione è nettamente più circoscritta e realistica - c'è solo un grande enigma da risolvere ed è pure credibile - il punto di vista si alterna fra le parti e la vicenda scorre con un ritmo che dire incalzante è poco. L'idea dei diversi filoni di T-Virus creati dai vari laboratori Umbrella in competizione fra loro ricalca lo spirito in cui operano le grandi multinazionali, contribuendo a sviluppare nuove forme di nemici che vadano al di là di quelli già conosciuti. Delude però la figura del cattivo di turno - quasi una macchietta dello scenziato pazzo a cui manca solo di gridare "il mondo è mio" - e, nonostante il set differente, il canovaccio segue le orme calcate dal predecessore senza stupire con colpi di scena imprevedibili.

Caliban Cove si è rivelato un romanzo piacevole sia dal punto di vista narrativo - S.D. Perry arriva subito al dunque - sia per la vicenda originale che mette nuovi dubbi sulla figura del misterioso Trent. Andrea Rubbini mantiene la scorrevolezza dello stile dell'autrice (ma introduce diversi errori di battitura) per un libro da leggere tutto d'un fiato. Rimane qualche remora sul prezzo, indice probabilmente di un mercato che deve ancora diventare di massa.

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